Paolo Mattei e il nuovo centrosinistra
Paolo Mattei non è espressione delle segreterie di partito. Intorno alla sua figura sono confluiti in maggioranza i partiti del famoso tavolo di confronto aperto già dall’anno scorso all’Hotel Olivo di Arco. Ne è uscita una coalizione forte e coesa che rappresenta un centrosinistra finalmente unito. Certo per alcuni è solo centro sinistra e, non avendo il contributo del Patt, non può dunque chiamarsi autonomista. Bene, io penso proprio di no. Nessuno può privare a un movimento politico e al singolo candidato l’epiteto di autonomista. Non è etichetta registrata, non è un privilegio di pochi, non è un diploma che si acquisisce dopo un esame. È un indirizzo, un ideale, una prerogativa la quale ogni politico cosciente e responsabile porta nel suo bagaglio di esperienze. Esperienze perché l’autonomia si vive sulla pelle. Se ne percepiscono gli aspetti più complessi nella vita di ogni giorno. Per questo sono grato a chi l’autonomia l’ha veramente voluta e perseguita con ogni mezzo subito dopo la seconda guerra. Ma questo si contrappone a chi mercifica l’autonomia e ne fa scontro culturale, portando posizioni politiche al di là dell’espressione progressista per rivisitare certi aspetti del nostro passato; a chi si ostina a fomentare ridicoli campanilismi che in una logica europea non hanno motivo politico di esistere in quanto l’autonomia non è statica ma in continuo movimento. Alludo a chi ora si riempie la bocca di rinnovamento e discontinuità ma che, se vogliamo osservare bene i nomi che compongono le liste della coalizione guidata da Morandini, notiamo che poi molto nuova non è cominciando proprio dal candidato sindaco. Ma in questo avrebbero dovuto avere il coraggio e l’intuizione tutte quelle liste che per la prima volta si presentano alle elezioni comunali, presentando gente nuova, giovane e capace. Italia dei Valori non ha i soliti nomi, i soliti eletti fra i suoi candidati. Ed è un atto di coraggio che certo può portare punti di percentuale in meno, guadagnando però un consiglio comunale che mira al rinnovamento. Il tutto condito da una grande responsabilità verso gli elettori, spinta dall’etica dei nostri candidati che mai si abbasseranno a proporre voti di scambio. Una campagna elettorale che guarda all’interesse di tutti e non dei singoli interessi, un gruppo di gente appassionata che crede nelle proposte attuabili e non ai progetti faraonici illustrati con arroganza berlusconiana. Noi siamo il centrosinistra che si contrappone ad un centro preso in ostaggio da elementi di disturbo, un centro che viene soffiato lentamente verso destra da alleati furbi che ad ogni tornata elettorale cambiano strategia e casacca. Basta pensare all’ingresso della lista Giovanazzi in coalizione con l’Upt ad Arco e il Patt che si presenta con il Pdl ad Avio. E ha fatto un certo effetto credo per molti elettori che si riconducono all’ideale di centro territoriale dell’Upt, vedere una lettera accorata di complimenti e supporto a Morandini dell’ex presidente della provincia ed ex consigliere provinciale di Forza Italia Mario Malossini, condannato per ricettazione e concussione negli anni ’90. Ma dicono che la gente cambia oppure, come recita una canzone di Ivano Fossati, la gente vola…vola via. Per queste ragioni credo sia importante ora più che mai andare a votare: dimostriamo che la politica si può ancora cambiare e si può realmente renderla trasparente. Ma non solo nei giorni antecedenti le elezioni: deve essere un lavoro continuo e cesellato, una presenza attenta e vigile sul territorio pronta a darsi da fare per tutta la comunità. Questa è la politica che vorremmo vedere.

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